Cenni sul Soft scalping
Esistono differenti tipi di approcci al mercato, che si differenziano per vari aspetti, prima fra tutti il timeframe operativo (ovvero la durata media di ogni operazione): a seconda della metodologia utilizzata infatti cambierà anche l'orizzonte temporale relativo all'operatività.
Nel caso specifico dello scalping , tecnica speculativa di brevissimo termine, l'intuizione è che tanto più breve sarà il timeframe operativo, tanto più facilmente si ruscirà ad ipotizzare i futuri movimenti dello strumento (è senzaltro più difficile indovinare che tempo farà domani piuttosto che fra pochi minuti...).
Nello Scalping Dinamico questa tendenza è portata all'estremo (un'operazione può durare anche meno di 2 secondi!!), puntando a prendere da un solo tick, fino ad n massimo di 3-4 (l'ampiezza di una una singola microoscillazone)
Lo scalper dinamico riesce così a chiudere molte più operazioni in gaing che in perdita, ottenendo un bilancio finale a fine giornata sensibilmente positivo.
Purtroppo nell'avere come obbiettivo singole microovimenti ci si deve relazionare con il disordine generato dall'imprevedibilità di ogni sigola contrattazione (in ogni istante può arrivare un ordine contrario al movimento auspicato, annullandolo): per questo lo Scalping Dinamico non è adatto a tutti , ma solo a persone con doti particolari ( riflessi pronti, velocità di pensiero,etc etc), capaci di percepire e conseguentemente interpretare tutte le variazioni numeriche che si susseguono sui 5 livelli del book ( determinate dall'nserimento o dalla revoca di ordini da parte di altri operatori)
Al contrario, nel Soft Scalping, si rinuncia a prevedere e sfruttare le singole microoscillazioni, per puntare a movimenti leggermene più ampi, chiamati "onde". Un'onda è un oscillazione compresa all'interno della fascia del movimento di reazione, ovvero quel movimento conseguente alla rottura di un livello chiave, o ad un rimbalzo dallo stesso: risulta quindi ovvio che l'obbiettivo che il Soft Scalping si pone è l'individuazione dei di questi livelli particolari.
Per individuarli purtroppo non si possono applicare le regole dell'analisi tecnica poichè pur essendo, di fatto, dei supporti o delle resistenze, vengono essi definiti nell'ambito di oscillazioni di pochi minuti e la loro valenza è relativa al tipo di movimento che si sviluppa all'interno della fascia.
Detto in parole povere, non possono essere individuati avvalendosi unicamente dello studio dei grafici, perchè questi ultimi saranno sporcati da tutte le singole microoscillazioni che caratterizzano i timeframe strettissimi: ecco allora che il soft scalper ricorre al book, per verificare quali tra i livelli individuati nel grafico possono essere considerati come validi.
Grazie all'utilizzo combinato di book e grafici il soft scalper riesce ad individuare con esattezza i livelli chiave da cui poi si genererà un movimento veloce ed ampio (che nell'ottica di uno scalper può essere quantificato nell'ordine dei 7-8 tick): la percentuale di successo di un'operazione fatta con questo metodo è molto elevata ( in media 80-85%), e visto che in media non si superano le 10 operazioni al giorno significa che almeno 8 di queste saranno in utile, mentre solo 2 in perdita ( il pari nel Soft Scaping è rarissimo ,visto che la posizione si chiuderà solo al raggiungimento del profit o dello stop loss).
Il vantaggio principale di riuscire ad individuare con precisione i livelli chiave è che lo stop loss può essere posto in prossimità del livello di entrata (solitamente 1 o 2 tick da quest'ultmo): questo dimostra che all'aumentare del timeframe operativo e quindi del profit prefissato, non corrisponde necessariamente un'aumento delo stop loss che si deve sopportare.( se nell'analisi tecnica ciò è vero si deve solo al fatto che i livelli di entrata vengono individuati solo con approssimazione)
Dal punto di vista dell'apprendimento il Soft Scalping è notevolmente più leggero dello Scalping Dinamico, e può essere approcciato anche da chi non ha precedenti esperienze di trading stretto..